La prima raccolta di racconti brevi pubblicata dal Nostro,e venduti originariamente ad alcune riviste per sbarcare il lunario;i tempi del successo erano ancora lontani,e si vede dallo stile a tratti ancora acerbo ma con tutte le promettenti premesse della narrativa futura.
Venti racconti su cui spiccano gli splendidi :
Risacca Notturna ( dalla cui idea si sviluppera’ in seguito il ben pìu’ lungo e magistrale L’Ombra dello Scorpione ),
Campo di Battaglia ( movimentato scontro tra un killer professionista ed un manipolo di soldatini animati ),
Camion ( un gruppo di persone asserragliate in un bar sull’autostrada,mentre fuori il mondo e’ in mano ai mezzi meccanici su quattro ruote ),
A Volte Ritornano ( un tremendo passato torna a colpire un insegnante ),
Il Cornicione ( una tetra scommessa per una donna ),
Quitters,Inc. ( una societa’ che usa metodi poco ortodossi per far smettere di fumare i suoi clienti ),
I figli del Grano (( una coppietta sprovveduta capita nelle mani di bambini che compiono truci rituali per una divinita’ del grano ),
L’Ultimo Piolo ( meravigliosa descrizione di una stalla,della primavera del Maine e del gioco peicoloso tra un fratello ed una sorella ),
ed infine La Donna nella Stanza,cruda e poetico/psicologica mirabile cronaca di un’eutanasia.
Il tutto condito da un'interessantissima introduzione dove King forbitamente spiega perche' scrive di horror ed il motivo per cui il genere ha un cosi' ampio riscontro nei lettori.
Ad essere sincero quest’opera non mi ha entusiasmato,contrariamente agli altri volumi di Zio Steve da me gia’ letti ed ai pareri entusiasti nei vari Forum.
E non intendo dire che non mi sia piaciuta,ma e’ come se mancasse omogeneita’ ( del resto come pretendere che i racconti siano tutti al medesimo livello...) o comunque qualcosa per dare piena soddisfazione al lettore ( per capirci,quandi chiudi il libro ti rimane un retrogusto amarognolo in bocca).
Sospetto sia la struttura stessa del racconto a dare questa sensazione: non si fa in tempo ad entrare nel singolo racconto,che ci si imbatte nella parola fine.
Vedremo cosa accade alla lettura delle prossime raccolte del Re...comunque A volte Ritornano si merita un bel sette,seppur personalmente preferisco il King piu’ maturo e forse anche piu’ logorroico.

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