Da leggere comunque per il gusto di una scrittura come sempre sopraffina,ma senza aspettarsi il capolavoro od il bis di una delle sue raccolte lette precedentemente.Chiude il tutto ´´Note al crepuscolo´´ con gli usuali appunti sulla nascita e soprattutto le motivazioni dei vari racconti,questa volta pero’ piu’ sintetici e meno creativi.Che dire...un King un po’ fiacco,con poco mordente e che inaspettatamente procura anche qualche sbadiglio.Tra i migliori abbiamo : Torno a prenderti,´´...anche i fuggitivi piu’ veloci devono fermarsi a combattere...´´;Le cose che hanno lasciato indietro,´´...perche’ scrivere e’ un atto di conoscenza ricercata...´´,soprattutto se si tratta dei funerei eventi dell’11 Settembre;N.,´´...il racconto di una mente che crolla sotto il peso del proprio pensiero ossessivo...´´;Il gatto del diavolo,praticamente una bonus track recuperata dall’oblio degli anni e degli scatoloni grazie alla segretaria di King ( mai salvataggio fu piu’ azzeccato );Ayanna,´´...i miracoli possono essere un fardello oltre che una benedizione...´´, e Alle strette,versione moderna del Sepolto vivo di Poe.Il racconto peggiore e’ Willa ( e pensare che apre la raccolta... ), inconcludente ed incolore,mentre gli altri se la cavano tutti ma,ripeto,senza guizzi eccezionali ed alcuni nemmeno si stagliano indelebili nella memoria del lettore.Non voglio certo dire che il libro sia pessimo,da non acquistare (in edizione economica,si badi bene ) o da non leggere,ma solo che e’ nettamente inferiore alle altre raccolte di racconti brevi da me gia’ recensite ( Incubi e deliri,Tutto e’ fatidico,A volte ritornano,Scheletri ).Insomma,sembra che qui King non scriva piu’ di stomaco ma di celebro,usando giggionescamente la superba tecnica di scrittura che ha sviluppato negli anni, per sopperire ad una certa svogliatezza creativa.Dei tredici,solo quattro racconti si leggono d’un fiato e tengono incollati alle pagine ad un ritmo ultrasonico,mentre gli altri procedono placidamente senza grandi colpi di scena e con storie che non brillano certo per originalita’.King ci dice che una volta scriveva racconti d’istinto senza curarsi troppo della tecnica,e le storie fluivano una dopo l’altra,mentre ora risulta piu’ difficile...e tutto cio’,come dicevamo,in questa raccolta si avverte : molto mestiere ma poco istinto.La chiave di lettura di questa raccolta di racconti si trova nell’introduzione dell’autore,quasi che egli metta scaramanticamente le mani avanti ed avverta il fedele lettore prima che questi si immerga nel testo.

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