Per comprendere appieno le motivazioni che hanno spinto King alla stesura di questo libro,basta leggere la dedica iniziale a Richard Matheson ,sceneggiatore di film fantasy/ horror come “ Io sono leggenda ” del 1954, di cui recentemente abbiamo avuto un ottimo remake,e George Romero,celeberrimo regista della serie zombie. Si tratta,a tutti gli effetti,di un affettuoso omaggio di King ai generi sopracitati,e che ne contiene tutte le atmosfere claustrofobiche: scene prevalentemente in interni e la sopravvivenza dei “ normali ” messa continuamente alle strette. Sui forum dedicati a King,questo libro e’ stato praticamente fatto a pezzi dai fan,ma a me personalmente non e’ dispiaciuto,anzi. Certo,non si può certo annoverare tra le sue opere più riuscite, per la mancanza quasi totale dell’usuale approfondimento psicologico dei personaggi,ed un’eccessiva lentezza ( a parte le prime quaranta pagine, dove scoppia subito l’inferno, come al solito descritto magistralmente da King,e che si leggono veramente tutte d’un fiato ).Si tratta in finale di un testo non impegnativo,da leggersi sotto l’ombrellone,per intenderci,privo in gran parte delle sottigliezze a cui King ha abituato il fido lettore,ma certo non da evitare a priori o gettare nel cestino delle opere illeggibili.

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