E’ un capolavoro a se’,e come tale va letto dagli estimatore di questo scrittore geniale del ventesimo secolo.Non ve ne pentirete,anche perche’ questo e’ a mio avviso uno dei testi di King piu’ riusciti ed ambiziosi,a patto di non aspettarsi il solito horror o fare il solito paragone con It ed altre opere.Quindi quel che mi sento di consigliare e’ una lettura meditata,non veloce,magari rileggendo la sera quanto letto durante il giorno.Si termina con il brevissimo ´´ Scendono le celesti ombre della notte ´´,sempre ambientato nel ´99,dove il cerchio si chiude egregiamente e fa venir voglia di ricominciare daccapo la lettura del libro,anche perche’ e’ un testo con infiniti livelli di lettura ed ad una prima scorsa molto si perde o non si coglie.Il quarto racconto,´´ Perche’ siamo finiti in Vietnam ´´,sicuramente tra tutti il piu’ intenso e crudo,ci porta nel 1999 ed ha un affascinante finale visionario che mi ha ricordato quello di Blow Up di Michelangelo Antonioni,un film che suppongo King conosca molto bene.Con ´´ Willie il cieco ´´ prosegue questa vena inusuale di King,e vi troviamo un reduce nel 1983 che, per espiare/esorcizzare le colpe e le follie del Vietnam, si crea una triplice personalita’.50 pagine meravigliose di acuta pazzia quotidiana tutte da leggere.Con il secondo,´´ Cuori in Atlantide ´´ si cambia completamente registro,tanto da chiedersi fin dalle prime pagine dove King voglia andare a parare : non succede quasi nulla,e forse,ci si accorge durante la lettura, il punto di forza narrativo e’ paradossalmente proprio questo : grandi descrizioni psicologiche ed interpersonali della vita quotidiana di un Campus americano nel 1966,ma azione ben poca,eppure le pagine ti avvincono nella loro descrizione di Cuori,un gioco di carte che fuorvia gli studenti dallo studio e li inizia alle responsabilita’ della vita adulta e alla scoperta del valore della parola liberta’.Il primo, ´´Uomini bassi in soprabito giallo ´´ e’ quello piu’ nelle corde del King usuale e vi troviamo accenni di quel fantastico che tanto amiamo;basti dire che si puo’ considerare a pieno diritto una riuscitissima appendice alla serie della Torre Nera,con in piu’ il bellissimo rapporto tra un bambino affamato d’amore con una madre che invece ne e’ priva, e con un anziano frangitore in fuga dai suoi carnefici alle dipendenze del crudele Re Rosso.Di tutti i libri del Re finora da me letti,questa meravigliosa raccolta di cinque racconti lunghi e’ sicuramente il piu’ americano e da’ al lettore italiano non pochi problemi di riferimenti culturali a noi alieni.Infatti e’ un escursus temporale che va’ dal 1960 fino al 1999 che descrive minutamente l’Atlantide ( l’America d’allora ormai obliata dalla memoria ) ed ogni racconto e’ legato all’altro da personaggi comuni.

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