Una donna ammanettata alla testiera di un letto in uno sperduto Cottage lagunare,rimasta sola con le mille voci fantasma che si affollano nella testa ed un tremendo ricordo rinchiuso nel sottoscala del subconscio che urge di essere rimembrato per salvarle la vita. Sinceramente non so se qualsivoglia scrittore di talento sarebbe riuscito ad intessere attorno ad uno spunto così esiguo,seppur geniale,268 pagine di pura suspence,ma so di certo che quel geniaccio di Stephen King c’è l’ha fatta brillantemente. Il tempo in cui si svolge questo meraviglioso romanzo è tutto mentale e non lineare,e se si impiegano trenta pagine per descrivere il disperato tentativo della protagonista di raggiungere un semplice bicchier d’acqua,vi assicuro che si divorano in un lampo…al pari di tutto il resto. Non c’è neanche un momento di stanca narrativa,anche se paradossalmente non accade proprio nulla di rilevante ; in ciò credo era la scommessa quasi impossibile di Zio Steve,una scommessa vinta con successo. “ Il gioco di Gerald “ fa parte di una trilogia, insieme a “ Dolores Claiborne “ ( a cui è collegato ; leggendo scoprirete come ) e “ Rose Madder “, una trilogia che King ha dedicato alla figura della donna, una donna che a testa alta sa destreggiarsi nell’intrico della vita e fronteggiare senza remore le frasi fatte,le stupide generalizzazioni e la mentalità spesso mentecatta del mondo maschile nei suoi confronti. Infatti il libro si apre con una dedica alla moglie del romanziere ,Tabhita, e alle sue cinque sorelle ( “ …sei donne speciali… “ ). Nelle pagine conclusive King omaggia brillantemente il “dark style “ alla Hannibal Lecter ( “ Il silenzio degli innocenti “ ,per intenderci ). In finale,un’altra preziosa perla dalla cornucopia creativa di questo inesauribile genio letterario del ventunesimo secolo.

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