Questo meraviglioso testo segna,a nostro parere,il culmine della maturita’ stilistico/narrativa del Re,ma certo sarebbe azzardato e sbagliato accostarlo ad altri capolavori del passato come It o l’Ombra dello Scorpione, perche’ e’ completamente “altro” ( un appello a tutti i fan : per cortesia,smettete di paragonare i libri di ieri con quelli di oggi ! ).La storia si stratifica a piu’ livelli come del resto anche i piani di lettura,tanto da consigliare di leggere con attenzione ed anche rileggere prima di proseguire, per metabolizzare al meglio lo sviluppo dell’intrico psico/narrativo.Quindi un’opera complessa che richiama lo stile narrativo di Insomnia,anche se a livelli ben piu’ superiori;un’opera altamente psicologica che ci guida nei misteri dell’elaborazione del lutto,della patologia dell’autolesionismo,dei rapporti parentali e molto di piu’,il tutto condito da un linguaggio/slang familiare dei protagonisti altamente intuitivo ( provate a dare un senso a termini come cissica,cinghiare o forcuto ! ) che alle prime disorienta ma poi,una volta accettato,risulta perfettamente integrato nella narrazione,quasi che con tale cripticita’ il Re ci abbia voluto ancor piu’ immergere nella situazione totalmente privata/intima dei protagonisti.Perche’ infine proprio di questo si tratta,di un libro “privato” ed anche,intuiamo,altamente autobiografico,dove i demoni,fantasmi,vampiri o zombie che dir si voglia per una volta tanto sono tutti interiori ,relegando ben poco spazio all’orrore esterno.Il capolavoro della maturita’.

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