E’ in questo terzo volume della saga che il viaggio verso la misteriosa Torre Nera realmente ha inizio : il pistolero termina di riunire i suoi compagni di percorso,e l’avventura comincia. Il titolo non si riferisce solo ai paesaggi,ma anche alla desolazione interiore di alcuni dei personaggi.Il lettore sara’ trascinato attraverso ammalianti territori del Medio-Mondo,citta’ decadenti e violente che ricordano quella di ´´ Fuga da New York ´´ del regista John Carpenter ( a cui King deve un tributo non indifferente ),strani riti esoterici che aprono portali tra le dimensioni magistralmente descritti dalla penna del Nostro, un insano treno supersonico innamorato degli indovinelli ed adrenalina allo stato puro. Nella prima parte del romanzo King si riserva di descrivere l’amalgamento tra i compagni di ventura e la loro maturazione sia psicologica che come pistoleri provetti ; chiaramente in questa parte il ritmo non e’ quello concitato del libro precedente,ma affascinante comunque rimane per il lettore seguire questi sviluppi. Nella seconda parte troviamo lentezza intercalata ad azione,ma mai lentezza fu piu’ affascinante e coinvolgente ( so’ che e’ un paradosso,ma capirete leggendo ). Vengono anche introdotte le prime spiegazioni su cosa e’ la Torre Nera,i Vettori che ad essa conducono ed altri elementi e personaggi che sicuramente saranno ulteriormente sviluppati nel proseguo della serie. King trova anche genialmente il tempo di inserire in tutto cio’ una fiaba,che spezza drammaticamente l’atmosfera oscura della narrazione. Si,perche’ del libro finora piu’ oscuro della serie si tratta,con un fascino tutto suo e non certo inferiore ai precedenti,seppur in certo qual modo diverso. Piu’ che ottimo ed originalissimo.
Un'ultima nota : possiamo ben immaginare lo stupore dei lettori di una volta,quando il libro seguente non era ancora stato scritto,trovatisi di fronte ad un non finale,dove il proseguo dell'azione viene violentemente interrotto.Oggi abbiamo la fortuna di proseguire senza problemi con ´´ La sfera del buio ´´,ma non stupiscono le lettere indignate che King ricevette al tempo per una fine cosi' improvvisa ed aperta.Del resto,lui stesso nelle note finali dichiara che ´´ Terre Desolate ´´ e' uno di quei libri che si scrive da se' e che a quel preciso punto doveva interrompersi.
Bah,misteri creativi...

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