Le prime cento pagine di questo capitolo controverso,sono dedicate alla conclusione del finale lasciato in sospeso nel volume precedente,e poi...si entra letteralmente in un altro libro/mondo. Il pistolero,bivaccando con i suoi pard d’avventura,racconta della sua giovinezza e del suo primo ed unico amore, destinato ad un tragico epilogo.Questo esteso flashback,utilissimo ad approfondire i contorni psicologici del personaggio e molti suoi comportamenti ( seppur nulla apporta al proseguo del viaggio fisico verso la Torre Nera ),possiamo dividerlo in due parti : le prime 300 pagine e le ultime 200. E’ la prima parte quella problematica che ci porta mestamente a sostenere che questo libro non e’ all’altezza dei precedenti,pur rimanendo un’ ottimo testo ; leggendo ci sovveniva l’immagine di un musicista blues costretto ad un assolo jazz...come pensate sara’ il risultato ? E’ nella descrizione dell’amore tra i due giovani che King mostra la corda,la scrittura e’ piatta,smielata ,prevedibile e lentissima,quasi noiosa ( ed essendo la prima volta che ci capita con King,capirete lo sbigottimento ). Forse e’ osare troppo sostenere che King non sappia parlar d’amore,ma e’ evidentissima una certa difficolta’,tant’e’ che nella postfazione l’autore stesso pare accorgersene e correre ai ripari giustificandola. Inoltre la narrazione e’ divisa in paragrafi brevi che invece di renderla scorrevole, sortiscono esattamente l’effetto contrario : ingarbugliano. Insomma,la ruota del Ka non gira,lo schema narrativo non avvince.Poi,nella seconda parte,e’ come se King si risvegliasse dal torpore regalandoci 200 pagine meravigliose e realmente indimenticabili ( guarda caso tutta azione,quella che al Re riesce meglio ),dove la scrittura stessa si rinvigorisce e da’ finalmente emozioni,tornando ai fasti a cui King ci ha amabilmente abituato,se non a volte addirittura, a sprazzi, eclissandoli. Ottima l'idea di scandire la narrazione con le stagioni e le fasi lunari,trattandosi di una societa' rurale. Le ultime 50 pagine tornano ´´ al presente ´´ della storia e sono geniali con il loro riferirsi al classico ´´ Mago di Oz ´´ ed immerse in un’ apprezzabilissima atmosfera immaginifica.Veramente un bel libro...se non fosse per quelle 300 pagine sciagurate ( dov’eri Zio Steve ?...dove ti eri perso ? ) che non ci permettono di porlo al livello degli altri della serie,a meno che non si sia pronti a perdonare King della sbadatagine e si chiuda un occhio...se non addirittura tutti e due.

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