In questa avvincente penultima punta della saga,il gruppo del pistolero si divide in parti eguali : un paio dei suoi elementi volano letteralmente,tramite una porta interdimensionale,nella New York del 1999 per inseguire la donna del gruppo ( Susannah ) posseduta da un demone e perdipiu’ incinta di esso;se mettera’ al mondo il bambino questo sara’,secondo un’antica profezia, una minaccia mortale per il pistolero e tutto il Creato. Gli altri due elementi del gruppo sono catapultati,sempre tramite la medesima porta dimensionale,nel Maine del 1977 per stipulare un importantissimo contratto demaniale che salvera’ una rosa davvero speciale,poiche’ rappresenta fisicamente la Torre Nera nella nostra dimensione.
Si puo’ ben capire da quest’esile riassunto della trama,che tutte le sue 374 pagine,numero esiguo per un libro di King e che lo rendono quindi un testo di passaggio per il confronto finale, racchiudono una disperata lotta contro il tempo...ma non solo.´´ La canzone di Susannah ´´ ha tutti gli elementi per farne un libro eccellente (azione,profonda introspezione psicologica e prosa priva di eccessivi fronzoli descrittivi),e noi ne citeremo almeno tre: la meravigliosamente narrata lotta/confronto tutto psicologico tra Susannah,la donna di colore disabile,ed il suo demone possessore Mia,accomunate solo ed esclusivamente dal loro desiderio femminile di maternita’;poche ma intense pagine poetiche dedicate alla rimembranza di un episodio razzista realmente avvenuto nel 1964 ad Oxford,Mississipi,dove persero la vita tre giovanissimi attivisti per mano della terribile Mano Bianca,e l’entrata in scena di King stesso nella narrazione,che dialoga con i suoi personaggi.Molti sono rimasti turbati se non addirittura contrariati da questa scelta stilistica,ascrivendola all’ ego spropositato dello scrittore,ignorando evidentemente quanto sia importante nella storia della letteratura il rapporto scrittore/personaggi e quanto sia stato investigato da illustrissimi scrittori.A quei lettori che non hanno gradito,consiglerei di andarsi a leggere,tanto per avere un illustre esempio dal nostro versante culturale, i ´´ Sei personaggi in cerca d’autore ´´ di Luigi Pirandello...sperando che almeno il nome dell’illustre drammaturgo siciliano gli dica qualcosa.Oppure di andare una sera a teatro,non fa mai male, e vederlo rappresentato.E poi,tutto sommato,lo scrittore e’ veramente una Torre Nera,il fulcro creativo, per le sue creature di carta.Inoltre aggiungiamo a suo onore,che King si descrive spietatamente e coraggiosamente beone e drogato,come realmente era nel ’77.
Un libro dark, questo, molto particolare che abbiamo amato sin dalle prime pagine ( un mix riuscitissimo che richiama a tratti le splendide atmosfere di ´´ Terre desolate ´´ e ´´ La chiamata dei tre ´´)...e continuiamo a non intendere i giudizi piu’ che negativi della maggioranza dei fan,che lo relegano addirittura al peggiore della serie.Noi lo troviamo,al contrario,all’altezza dei volumi precedenti,una piu’ che degna preparazione ai fuochi artificiali finali dell’ultimo volume,un testo che aggiunge nuovi elementi e ne risolve altri.Resta da chiedersi se King nel gran finale riuscira’ a far combaciare tutti i numerosissimi elementi e dare tutte le innumeri risposte,ma dichiariamo completa fiducia nella sua incredibile creativita’e nel suo indiscutibile talento.Vedremo nella prossima recensione se cio’ trovera’ conferma.
Chiude il libro un’interessantissima appendice dove sono riportate pagine del diario personale di King che coprono i trent’anni di stesura della Torre Nera e che sono per la maggior parte strettamente connesse con quanto si trova nella narrazione...potremmo dire: un po’ di realta’ per aiutare a meglio comprendere la finzione.

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