Raccolta di tre racconti lunghi ed uno breve ad altissimo livello.
Mi sono divertito a leggerli seguendo un ordine intuitivo di lettura e non quello predisposto editorialmente,ed in tale ordine li propongo in questa recensione.
´´La giusta estensione´´ ( 56 pagine ) ha come tema l’invidia ed il cinico piacere di veder crollare la vita del tuo migliore amico,colpevole di averti rubato la fidanzata ai tempi del Liceo. Cio’ e’ reso possibile da un patto con il demonio,un Lucifero al passo con i tempi,non piu’ interessato come in passato all’anima immortale del beneficiato, bensi’ai lauti versamenti fatti dallo stesso su un conto bancario ´´infernale´´ tenuto in un sicuro paradiso fiscale.Qui King parodia la marcescenza morale dell’attuale societa’ capitalistica e si dedica piu’ che in passato alla contemporaneita’( del resto gia’ ´´The dome´´ era un testo politicamente molto arrabbiato ).Il Re ci regala un gustoso cammeo : il protagonista cita a sorpresa en passant un tormentone caro a tutti i fan della Torre Nera : lunghi giorni,piacevoli notti.Un buon racconto,anche se il minore della raccolta comparato agli altri e con uno spunto narrativo non proprio originale.
´´Maxicamionista´´ ( 127 pagine ) si basa sul sentimento di vendetta,perpetrata da una donna nei confronti del suo stupratore e dei suoi collaboratori.Qui entra per la prima volta nella narrativa kinghiana la tecnologia, rappresentata dal computer che permette una rapida investigazione alla protagonista, e da un navigatore satellitare per autovettura.Non piu’,quindi,mostruosita’ provenienti da dimensioni fantastiche come in passato,ma l’utilizzo della contemporaneita’come elemento noir narrativo. King,da acuto scrittore quale e’, evidentemente si e’ accorto,spinto dalla pesante crisi che sta’ attraversando l’attuale civilta’, che non e’ piu’ necessario trarre l’orrore dal fantastico,ma basta guardarsi attorno; una spietata rivolta critica dello scrittore verso la decadenza della civilta’ occidentale.Ottimo racconto.
´´1922´´,dall’anno in cui si svolge l’azione, ( 144 pagine ) e’ un superbo ritratto del Midwest agricolo di quegli anni e della mentalita’ patriarcale che spingera’il protagonista ad uccidere la propria moglie,rea di voler vendere un terreno ereditato dal genitore e traferirsi in citta’,coinvolgendo il figlio quattordicenne. Il fulcro del racconto e’ il senso di rimorso nell’aver trascinato il ragazzo in un delitto tanto efferato.In un brano si critica le banche di quegli anni che compravano i terreni agricoli a prezzi stracciati per convertirli ad altro uso, uccidendo cosi’ l’agricoltura ed i braccianti...e tutto questo ( ci bisbiglia King tra le righe) negli anni ’20,figuriamoci oggi,dove cio’ e’ gia’accaduto in Europa e continua a dissossare la terra fertile;ancora una volta critica sociale e politica da parte dello scrittore,ancora una volta uno sguardo alla contemporaneita’.Bellissimo,a mio parere il migliore della raccolta.
´´Un bel matrimonio´´ ( 94 pagine ) cerca di dare risposta alla domanda : veramente conosciamo pienamente la persona con cui condividiamo una vita,e cosa fare se scopriamo qualcosa di terribile che ci fa comprendere di convivere con un mostro ? Far finta di niente per la quiete del menage familiare od agire,nel bene o nel male ? Anche qui fa capolino internet come mezzo investigativo,e tutto il racconto e’ giocato sull’incredulita’ della moglie nell’apprendere l’inaspettato e sulla pazzia del marito che tenta la carta del perdono a tutti i costi.Splendido,una delle cose migliori dell’ultimo King.
In tre racconti su quattro e’ presente la figura femminile che non accetta soprusi e trova la propria rivalsa,insomma,un acuto ritratto della femminilita’ moderna,e quindi ancora la contemporaneita’ su cui King qui come non mai punta la sua penna acida e corrosiva.
Un’ ultima parola sul nuovo traduttore : Wu Ming 1.
Partendo dal presupposto che tradurre e’ una riscrittura creativa,Tullio Dobner,il traduttore storico di King per moltissimi anni,ci ha donato sempre una splendida riscrittura pirotecnica sfacciatamente personalizzata e apprezzata da tutti noi fedeli lettori,mentre la traduzione di Wu Ming 1e’,seppur molto buona,a nostro parere piu’ piatta e meno creativa ( piu’ letterale,in altre parole ).Ma dovremmo aver letto Full dark,no stars in originale,cosa che non abbiamo fatto, per vedere se cio’ dipende da King stesso o dal traduttore.In ogni caso con la prossima traduzione avremo piu’ elementi per confermare o meno questa impressione.
Questa eccellente raccolta mi ha veramente entusiasmato,catturato,e non posso che consigliarla entusiasticamente a tutti

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