E’ una raccolta di quattro racconti lunghi,a mio parere tutti di livello piu’ che buono ( poi chiaramente ognuno ha le sue preferenze e ne ama uno piu’ di un altro ),legati dal fil rouge narrativo del mistero del Tempo e le sue distorsioni.
.Il primo,i Langolieri,risponde ad uno dei numerosi quesiti strampalati di Zio Steve : cosa succede se improvvisamente su un aereo di linea in volo scompare la maggior parte dei passeggeri,ed i sopravvissuti,profondamente addormentati al momento dello strano fenomeno,si ritrovano a bordo ad affrontare questo profondo mistero ?
E’ un problema del mondo intero,o riguarda solo loro, e nella fattispecie quel volo ? Tenteranno un atterraggio di fortuna,visto che il caso vuole che a bordo vi sia tra i passeggeri un pilota ?
Il secondo racconto,Finestra Segreta,Giardino Segreto,descrive cosa accade quando la finestra da cui uno scrittore osserva il proprio mondo creativo dalla propria realta’, si infrange e precipita la finzione in quello che noi definiamo reale.
Lo stile di scrittura ricorda molto la Meta’ Oscura ( l’opera di King che finora amo meno ),anche nelle atmosfere.
Il terzo racconto,il Poliziotto della Biblioteca,gioca sulle paure ataviche dei bambini americani nei riguardi della fantomatica figura della polizia bibliotecaria,inesistente in realta’ ma molto vivida nei racconti delle nonne...e si sa’ che per un bambino quel che e’ raccontato da un parente e’ piu’ che vero, e quanto indelebilmente rimanga inscritto nel subconscio.
All’interno del racconto c’e’,completamente inaspettata dal lettore come un fulmine a ciel sereno, una mirabile e crudissima descrizione di un abuso ai danni di un bambino,ma al contempo rispettosa e poetica.
L’ultimo racconto,il Fotocane,narra di una misteriosa Polaroid con il potere di trascinare in questa realta’ un cane tuttaltro che mansueto,e della bellissima complicita’ tra padre e figlio.
Degna di nota la succosa e briosa desrizione dei Cappellai Matti,ovverosia coloro che si dedicano alla ricerca sul paranormale facendosene una malattia.Il racconto funge anche da tread d’union tra i primi due libri della trilogia su Castle Rock ( cittadina immaginaria creata dalla fervida fantasia di King ) e l’ultimo,Cose Preziose,di cui ne ripercorre il meraviglioso stile altamente descrittivo e l’ atmosfera.
Ogni racconto e’ preceduto da un’introduzione dell’autore,come sempre affascinante e che vale da sola tutto il libro,che spiega la genesi di ogni storia ed altri interessanti elementi creativi,permettendoci di gettare un’occhiata furtiva al ricchissimo laboratorio alchimistico/letterario del grande King.
Insomma,assolutamente da leggere.

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