Finito di leggere quest’ottimo romanzo che rasenta il capolavoro,mi sono sorpreso di scoprire come i fan nei vari blog e forum lo relegano nel limbo delle opere minori del Re. La storia : una scrittrice inciampa casualmente in uno spuntone di metallo nel suo possedimento e sente impellente la voglia di dissotterarlo. Si rivelera’ una gigantesca astronave aliena il cui scafo rilascia nell’atmosfera un quid che provoca inquietanti cambiamenti nella popolazione. Sembrerebbe la classica opera di fantascienza,come difatti è,seppur evitando abilmente tutti i clichè del genere… ma anche molto di più,tanto da dare la curiosa impressione di trovare tanti altri libri all’interno. I temi trattati sono principalmente il nucleare,la cui tematica era assai in voga in quegli anni … ed ancor oggi ! ... e l’alcolismo ( quanto di autobiografico ci sia di King è evidente,visto che il libro fu scritto nel periodo nero della dipendenza dall’alcool e dalle droghe,quasi servisse ad esorcizzarne i devastanti effetti ),ma principalmente la piccola provincia americana con tutti i suoi comuni orrori quotidiani,come al solito splendidamente tratteggiati dal Re. A parte le prime 60 pagine alquanto lente,il resto scorre alla grande per 800 pagine di assoluta delizia e due gustose autocitazioni da “ It “ e “ La zona morta “. Personalmente pongo questo romanzo nel novero delle opere più riuscite di Zio Steve e ne consiglio caldamente la lettura. Sublime.

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